La terra sembrava tremare

Uomini in guerra sulla Tofana di Rozes, Castelletto e Forcella Fontananegra 1915 – 1917

Perché questo libro

Ci sono vette sicuramente più note sul fronte delle Dolomiti per quanto riguarda episodi di guerra e di alpinismo, ma la mina del Castelletto della Tofana fu la più potente di tutta la guerra su quel fronte, ed una delle più potenti in assoluto di tutto il fronte italiano: 35.000 Kg di esplosivo fatti detonare alle 3:30 dell'11 luglio 1916 cambiarono per sempre la morfologia di quella regione. Ma la modifica fu solo geografica; sostanzialmente nulla cambiò rispetto alle aspettative italiane. Vero è che la malefica roccia che impediva i movimenti italiani venne distrutta e e conquistata, ma la tanto sperata avanzata lungo la Val Travenanzes si arrestò definitivamente qualche giorno dopo, quando un intero battaglione di Alpini andò incontro ad una delle più dolorose sconfitte mai patite dalle truppe italiane sul fronte dolomitico.

La storia

La Tofana di Rozes è una delle montagne simbolo di Cortina d'Ampezzo. All'inizio del conflitto mondiale, gli austriaci si ritirano ben al di là della linea delle Tofane, addirittura oltre la Val Travenanzes, ma lasciano qualche caposaldo con lo scopo di osservare e disturbare l'avanzata italiana. Uno di questi è il Castelletto, Shreckenstein (Roccia del Terrore) in austriaco. I primi due anni di conflitto ruoteranno attorno a questa roccia ed al tentativo italiano di penetrare in Val Travenanzes da sud. Falliti questi, nella seconda metà del 1916 e per tutto il 1917 il fronte rimarrà pressoché stabile senza che nessuno dei due contendenti abbia le forze (e forse nemmeno la voglia) per azioni più importanti.

Le storie

A cosa deve il suo nome il 'Sasso del Mistero'? Lo sapevate che il difensore del Castelletto era un diciannovenne austriaco che nel seguito diverrà uno dei più famosi cineasti del secolo? E che un battaglione di Alpini era guidato da un capitano che in Russia nel 1943 diverrà leggenda? Ci sono 25 storie di protagonisti di quelle vicende. Sono divise in termini geografici, nel senso che per ciascuna zona specifica del fronte delle Tofane c'è èun breve cenno storico alle vicende di guerra, per poi passare a raccontare le vite (talvolta la morte) dei protagonisti di tali avvenimenti. Personaggi noti e meno noti (a volte perfino illustri sconosciuti), tutti accomunati dall'avere dato il loro contributo allo svolgersi degli eventi. 

Estratti

La situazione, dal punto di vista dei combattenti è dunque quanto di peggio ci spossa immaginare: un terreno aspro, duro, roccioso, sul quale pochi ma tenaci difensori aspettano l'avanzata in massa di un attaccante tanto numeroso quanto confusionario; se da un lato infatti i comandi italiani peccano di eccessiva prudenza quando si tratta di approcciarsi alle difese nemiche, dall'altro, quando viene finalmente ordinato l'attacco, questo viene condotto dagli ufficiali con la sciabola sguainata ed i guanti bianchi, facendosi annunciare da squilli di tromba. Sono queste le

condizioni di combattimento che attendono fanti ed alpini italiani, ragazzi di vent'anni mandati alla conquista di posizioni che nemmeno tonnellate di esplosivo riuscivano a liberare. Basti pensare che in quasi due anni di

combattimenti la linea sulle Tofane cambiò di pochissimo, anche dopo lo scoppio della grande mina del Castelletto. Gli italiani infatti non riuscirono mai neanche ad avvicinarsi alla vera linea austriaca che correva lungo la

linea di cresta Fanis – Vallon Bianco.

[...]

D'altro canto gli alpini cercano di assicurarsi posizioni sul costone della Tofana I in modo da tenere d'occhio i movimenti austriaci ed evitare le loro pericolose incursioni. Si scatena così una sorta di piccola guerra nella guerra, fatta di assalti a cenge rocciose, posizionamento di mitragliatrici e baracchini, ascese di camini, apertura di vie alpinistiche che già in tempo di pace sarebbero complesse; immaginare soldati che riescono a farlo in tempo di guerra, sotto i colpi di

fucile e di mitragliatrice, con l'incubo di essere centrati da un proiettile, è qualcosa che a noi turisti di oggi risulta quasi inconcepibile.

[...]

Attesochè lo scrivente, avendo un'età superiore agli anni 60, ed essendo completamente inabile a qualsiasi lavoro proficuo, e quindi nell'impossibilità di aiutare la numerosa famiglia, composta di N° 22 membri, cioè 11 donne e 11 maschi dei quali N° 5 si trovano richiamati alle Armi; e non essendovi in essa altri membri che possano reggerla nel disimpegno dei suoi interessi, si onora di rivolgere all'Eª Vª, colla presente istanza ed in base alle vigenti disposizioni viva preghiera perchè volesse concedere a suo figlio maggiore, Sergente De Martin Fortunato, l'esonero dal servizio militare permanente - oppure passare in qualche Corpo Territoriale più vicino alla famiglia - e ciò al solo ed unico scopo

di evitare che la sunnominata famiglia precipiti nella completa miseria e rovina

[...]

Dentro alla Tofana scavavano una galleria, lunga e tutta in salita, per preparare la mina che, dicevano, li avrebbero fatti sloggiare quei maledetti cecchini. Intanto bisognava portar su il materiale e pane e companatico per quelli che scavavano, quasi tutti cadorini, e anche per quegli altri che facevano i turni di guardia; c'era un pezzo di teleferica, ma il nostro lavoro occorreva sempre, ed erano contenti quando si arrivava, anche se per scherzo ci chiamavano 'sconci'.

Festa ci facevano, specialmente quando si portava su anche la posta!

[...]

La fortuna mi è stata avversa; essa ha voluto condannarmi a subire il maggior dolore che un soldato italiano possa

provare. Mi sono fatto forza e sono riuscito a superare questa crisi, che segna una tappa così acerba nella mia vita. L’affetto che ho per te, papà mio, mi ha fatto ragionare e ormai cerco di adattarmi. Inviami pure il ritratto tuo, di Milla, ed anche di nostro cugino Vittorio; guarda che siano di formato piuttosto grande. Ne abbellirò la mia cameretta.

[...]

La guerra ha certamente dei lati brutti, bestiali, ma fa vivere una vita così straordinariamente intensa, fa pensare e vedere così lontano, che merita di essere provata. In un anno ho vissuto tutta una vita, e tutto ciò che di me c'era di sognatore e di sentimentale si è potuto espandere in orizzonti così vasti e insospettati che, alla fine, ne sono felice, tanto che adesso ho la sicurezza di poter affrontare con onore i cimenti futuri. Tuttavia sappiate che l'avvenire non è nelle nostre mani ed è troppo difficile da prevedere. Vi abbraccio tutti

Perché acquistarlo?

In 280 pagine sono raccontate le storie e le vite dei protagonisti della guerra attorno alla Tofana di Rozes. L'occasione migliore per sentire dalla voce dei veri protagonisti raccontare quella storia che il più delle volte sacrifica il singolo di fronte alla vastità degli eventi che si svolsero praticamente cento anni fa.